Foibe, Sinibaldi nel Comitato nazionale: rappresenterà tutti i Comuni italiani
Il sindaco di Rieti Daniele Sinibaldi rappresenterà l’ANCI nel Comitato per il conferimento dei riconoscimenti ai congiunti delle vittime delle foibe, insediatosi venerdì 17 luglio a Roma, nella Biblioteca Chigiana di Palazzo Chigi.
L’organismo, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri con decreto del 19 dicembre 2025 e presieduto dal Segretario generale della Presidenza del Consiglio, ha il compito di esaminare, sotto il profilo storico, le richieste per il conferimento dell’insegna metallica con la dicitura “La Repubblica italiana ricorda” e del relativo diploma alla memoria delle vittime delle foibe.
Il ruolo del Comitato assume un rilievo ancora maggiore dopo l’entrata in vigore della legge 16 del 21 febbraio 2024, che punta a rafforzare la conoscenza della tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata, soprattutto tra le giovani generazioni. La normativa introduce inoltre una novità significativa: in assenza di familiari o di un loro interesse, sarà il sindaco del Comune di nascita della vittima a poter presentare la domanda per il riconoscimento, attribuendo ai primi cittadini un ruolo diretto nella tutela della memoria storica.
Del Comitato fanno parte rappresentanti della Presidenza del Consiglio, dei ministeri competenti, degli Uffici storici delle Forze Armate e delle Forze dell’Ordine, oltre alle principali associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati.
«È per me un grandissimo onore, oltre che un profondo dovere morale e civile, rappresentare tutti i Comuni italiani in seno a questo prestigioso Comitato», ha dichiarato Sinibaldi. «La memoria della tragedia delle foibe, dell’esodo giuliano-dalmata e delle drammatiche vicende del confine orientale rappresenta un patrimonio di dolore e di verità storica che l’Italia ha il dovere di preservare e trasmettere, in particolare alle giovani generazioni».
Il sindaco ha inoltre sottolineato come, grazie alle nuove disposizioni, i Comuni assumano una responsabilità ancora più importante, diventando promotori del ricordo anche nei casi in cui non vi siano più familiari delle vittime a richiederne il riconoscimento.



