Rieti e L’Aquila, due giornate sulle città di fondazione: storia e futuro delle aree interne
Dalla storia di L’Aquila a quella di Leonessa, Cittareale e Cittaducale, per riscoprire nelle città di fondazione non soltanto una parte del passato, ma anche uno strumento per immaginare il futuro delle aree interne. È stato questo il filo conduttore di “Intrecci e Risonanze tra Abruzzo e Lazio: geometrie storiche e visioni future nelle Città di Fondazione”, il doppio appuntamento ospitato il primo e il 2 ottobre alla Biblioteca Paroniana di Rieti.
L’iniziativa, organizzata dal Comune di Rieti, finanziata dal Ministero della Cultura attraverso il Comune dell’Aquila e inserita nel programma “L’Aquila2026, una grande avventura per Rieti”, ha riunito studiosi, amministratori, operatori culturali e cittadini attorno a un patrimonio storico e urbanistico che accomuna territori oggi appartenenti a due regioni.
A partire dalle città nate da precise scelte politiche e territoriali, il confronto ha cercato di spostare lo sguardo dalla semplice conservazione della memoria alla possibilità di utilizzare la storia come leva per la rigenerazione e lo sviluppo.
La prima giornata è stata dedicata a L’Aquila e alla sua origine. Il professor Amedeo Feniello ha affrontato il tema della fondazione della città, mentre il professor Mario Centofanti ha analizzato gli elementi che caratterizzano le città di fondazione. Il professor Fabio Redi ha invece approfondito il rapporto tra la nascita dell’Aquila e gli eventuali insediamenti preesistenti, interrogandosi sulla natura della fondazione della città.
Il secondo appuntamento ha spostato l’attenzione sul territorio a cavallo tra Rieti e L’Aquila, con particolare riferimento a Leonessa, Cittareale e Cittaducale. Il professor Luigi Nicoli ha ricostruito la vicenda della fondazione di Gonessa-Leonessa legata a Carlo d’Angiò, mentre Andrea Casalboni ha approfondito le fondazioni di Cittaducale e Cittareale sotto Roberto d’Angiò. La professoressa Elena Santilli ha invece analizzato la storia di Civitas Ducalis e il progetto urbano alla base di Cittaducale.
Ne è emersa una lettura comune di territori che, pur appartenendo oggi a realtà amministrative differenti, condividono radici storiche, paesaggi e vicende urbanistiche.
«Questo doppio appuntamento ha confermato quanto il dialogo tra territori a cavallo tra Lazio e Abruzzo sia vitale e fecondo», ha commentato l’assessore alla Cultura, scuola e università del Comune di Rieti Letizia Rosati. Secondo l’assessore, le radici comuni possono rappresentare una chiave per costruire nuove opportunità per i giovani e contrastare lo spopolamento attraverso cultura e turismo sostenibile.
È proprio su questo passaggio che si è concentrata la riflessione conclusiva: la cooperazione tra territori e la riscoperta delle identità storiche possono diventare strumenti di sviluppo, dalla rigenerazione urbana alla promozione turistica, fino a nuove forme di collaborazione istituzionale.
«Il ciclo di incontri ha dimostrato come la cooperazione interregionale e la riscoperta delle identità storiche possano diventare motori concreti di rigenerazione urbana, governance innovativa e rilancio turistico», ha sottolineato Rosati, indicando nella collaborazione tra Rieti, L’Aquila e i territori circostanti una possibile prospettiva condivisa.
A moderare i diversi panel è stato il giornalista Federico Fioravanti. L’assessore ha inoltre ringraziato il personale della Biblioteca Paroniana, che ha garantito anche le aperture straordinarie, e l’agenzia Mediadux per l’organizzazione dell’iniziativa.


