Asilo nido Santa Lucia, la protesta dei genitori: «Chiusura improvvisa, famiglie e bambini lasciati senza certezze»
Una lettera aperta indirizzata al vescovo di Rieti, mons. Vito Piccinonna, al sindaco Daniele Sinibaldi, all’Opera Nazionale Montessori e alla cittadinanza denuncia la situazione dell’Asilo Nido Montessori “Santa Lucia”, gestito dalle Suore Clarisse Apostoliche. A firmarla sono alcune famiglie dei bambini iscritti per l’anno educativo 2026/2027, che contestano la decisione di non riaprire il servizio a settembre.
«Iscrizioni confermate, poi l’annuncio della chiusura»
Secondo quanto riportato nella lettera, le iscrizioni e i rinnovi sarebbero stati effettuati regolarmente nei mesi scorsi, con le famiglie che avevano scelto il nido dopo aver visitato la struttura, conosciuto il personale e sottoscritto il contratto.
Il 7 luglio sarebbe arrivata la convocazione a una riunione, svoltasi il 15 luglio, durante la quale le suore avrebbero comunicato che il nido non avrebbe riaperto a settembre, interrompendo così il servizio sia per i nuovi iscritti sia per i bambini che già frequentavano la struttura.
Le famiglie: «Conseguenze pesanti per bambini e genitori»
Nella lettera i genitori parlano di una decisione che avrebbe avuto ricadute dirette sui bambini, privati improvvisamente del loro ambiente educativo e dei punti di riferimento costruiti negli anni, ma anche sulle famiglie, costrette a cercare una nuova sistemazione nel pieno dell’estate, quando le disponibilità nelle altre strutture cittadine risultano limitate.
I firmatari evidenziano inoltre le difficoltà organizzative per i genitori lavoratori, chiamati a riorganizzare in tempi ristretti la gestione familiare.
La proposta di apertura fino a dicembre
Dopo un primo confronto, le famiglie avevano chiesto di mantenere attivo il servizio almeno per un altro anno. Da qui la convocazione di un secondo incontro, il 22 luglio, nel quale sarebbe stata prospettata la possibilità di mantenere aperto il nido soltanto fino a dicembre e con un’organizzazione diversa da quella precedente.
Una soluzione che, secondo i genitori, non garantirebbe la necessaria continuità educativa, costringendo i bambini ad affrontare nuovi inserimenti e cambi di figure di riferimento nel giro di pochi mesi.
Solidarietà alle educatrici
Nel documento viene espresso anche un ringraziamento alle educatrici della struttura, descritte come professioniste che negli anni hanno rappresentato un punto di riferimento per bambini e famiglie. I firmatari affermano inoltre che il personale avrebbe ricevuto la comunicazione del licenziamento il giorno precedente alla riunione del 15 luglio.
L’appello alle istituzioni
Le famiglie chiedono al vescovo una riflessione sul piano etico e morale, ritenendo che la gestione della vicenda debba essere valutata anche alla luce dei valori di responsabilità, trasparenza e attenzione verso i più fragili.
Un appello viene rivolto anche all’Opera Nazionale Montessori, affinché vigili sul rispetto dei principi educativi dell’istituto, e al sindaco di Rieti, invitato a non considerare la vicenda come una semplice questione organizzativa.
Secondo i firmatari, la chiusura improvvisa del nido rischia infatti di avere conseguenze non solo sui bambini e sulle loro famiglie, ma anche sulle lavoratrici coinvolte e, più in generale, sull’intera comunità.



