Due incendi colposi nel Reatino: denunciate due persone dai Carabinieri Forestali
Due incendi di natura colposa hanno impegnato nei giorni scorsi i Carabinieri Forestali nel territorio di Rieti e della Valle del Velino, portando alla denuncia di due persone ritenute responsabili dei roghi.
Il primo intervento ha visto impegnati i militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Roccasinibalda, che, grazie alle testimonianze raccolte, hanno identificato e denunciato un 53enne reatino, ritenuto il presunto autore di un incendio sviluppatosi in località Case San Benedetto, nel comune di Rieti.
Le fiamme hanno distrutto circa quattro ettari di uliveto incolto. Secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe dato fuoco ad alcune sterpaglie, perdendo però il controllo dell’incendio. Nel tentativo di spegnere le fiamme avrebbe riportato ustioni alla gamba destra, venendo trasportato in ospedale in condizioni non gravi.
Determinante è stato anche il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco, che hanno messo in sicurezza una fabbrica di fuochi d’artificio situata nelle vicinanze dell’area interessata dal rogo, evitando conseguenze potenzialmente molto gravi.
L’uomo è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per il reato previsto dall’articolo 449 del Codice Penale. In caso di condanna, rischia una pena da uno a cinque anni di reclusione.
Il secondo episodio si è verificato in località Pingue, nella frazione Colle Rinaldo del comune di Borgovelino, dove è intervenuta la pattuglia “1515” del Nucleo Carabinieri Forestale di Rieti.
L’incendio ha interessato circa due ettari di castagneto da frutto. Dopo gli accertamenti svolti insieme ai militari della Stazione Carabinieri di Antrodoco, è stato individuato il presunto responsabile, sorpreso mentre cercava di spegnere il rogo che, secondo le indagini, aveva provocato durante le operazioni di pulizia del castagneto.
Anche in questo caso è scattata la denuncia in stato di libertà per incendio boschivo colposo, ai sensi dell’articolo 423-bis del Codice Penale. Qualora ritenuto responsabile con sentenza definitiva, l’uomo rischia una pena compresa tra due e cinque anni di reclusione.
Si ricorda che, in base al principio di presunzione di innocenza, le persone denunciate devono ritenersi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.



