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Longone Sabino, “Civiltà Transumanti”: il documentario di Anna Kauber tra memoria, paesaggio e identità

La transumanza non è soltanto uno spostamento stagionale di greggi, ma una vera e propria grammatica antica del paesaggio: un sistema culturale complesso che intreccia lavoro, memoria, identità e sopravvivenza delle aree interne.

A questo universo è dedicato l’appuntamento in programma oggi a Longone Sabino con il documentario “Civiltà Transumanti” della regista Anna Kauber, un’opera che esplora il mondo della pastorizia e delle tradizioni legate agli spostamenti stagionali.

L’iniziativa si aprirà alle ore 16 presso l’Osteria di Longone Sabino, dove è previsto un incontro con la regista. Successivamente, alle 18.30, si terrà la proiezione del documentario presso Ucinemittu, in un evento che unisce cinema, riflessione e territorio.

Un appuntamento che assume anche un valore simbolico: la transumanza è stata riconosciuta patrimonio immateriale UNESCO nel 2019, mentre il 2026 è stato proclamato dalle Nazioni Unite Anno Internazionale dei Pascoli e dei Pastori. Due riconoscimenti che riportano al centro dell’attenzione un tema spesso marginalizzato, ma ancora fondamentale per molte aree interne.

Il lavoro di Kauber si inserisce in questa cornice con un approccio che non si limita alla rappresentazione folkloristica del mondo pastorale, ma ne indaga la dimensione antropologica, sociale e ambientale. Il pastoralismo viene così raccontato come una forma viva di relazione tra uomo, natura e comunità, lontana da ogni semplificazione nostalgica o decorativa.

In un’epoca segnata da iperconnessione e accelerazione digitale, “Civiltà Transumanti” mette in dialogo due mondi distanti: da un lato il sapere lento e tramandato oralmente delle comunità pastorali, dall’altro la modernità che spesso rischia di perdere il contatto con questi patrimoni culturali.

Dopo la proiezione, la regista Anna Kauber tornerà a confrontarsi con il pubblico in un dibattito dedicato proprio al significato contemporaneo della transumanza e al rapporto tra cinema e territori.

Un momento che diventa anche occasione di riflessione più ampia sul ruolo delle aree interne, spesso considerate marginali, ma in realtà custodi di conoscenze, pratiche e identità profonde, che continuano a raccontare una parte essenziale della storia culturale del Paese.