Lavoro, sindacati in piazza per il Primo Maggio: “Servono più diritti e meno precarietà”
In occasione della Festa dei Lavoratori 2026, i sindacati rilanciano con forza il tema del lavoro dignitoso e della qualità dell’occupazione, in un contesto profondamente segnato dalle trasformazioni tecnologiche e dall’impatto crescente dell’intelligenza artificiale. È questo il senso dello slogan scelto da UIL, CGIL e CISL: “Lavoro dignitoso, contrattazione, nuove tutele, nuovi diritti e qualità dell’occupazione”.
Una visione chiara, che punta a governare il cambiamento senza subirlo, mettendo al centro la persona e il ruolo fondamentale della contrattazione collettiva. A ribadirlo è anche Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della UIL, nel solco di una battaglia che – a livello locale – viene portata avanti quotidianamente.
Il quadro reatino resta fragile
Nel Reatino, però, i dati restituiscono un quadro tutt’altro che rassicurante. Come sottolinea Alberto Paolucci, segretario generale della UIL di Rieti e della Sabina Romana, il territorio continua a mostrare segnali di fragilità strutturale. Nel 2025, infatti, la provincia ha registrato il mercato del lavoro più ristretto del Lazio, con circa 59 mila occupati e un calo del 2,1% rispetto all’anno precedente, dopo una fase di lieve ripresa nel 2024.
A pesare è soprattutto la diffusione della precarietà: un lavoratore su tre nel settore privato non agricolo ha un contratto instabile, mentre la retribuzione media annua si attesta poco sopra i 19 mila euro, tra le più basse della regione.
La richiesta: più stabilità e salari adeguati
Un quadro che, secondo il sindacato, impone un cambio di passo deciso. Servono politiche in grado di rafforzare stabilità, salari e diritti, evitando che si consolidi un modello fondato su disuguaglianze crescenti e insicurezza lavorativa.
Il messaggio lanciato in questo Primo Maggio è chiaro: senza interventi concreti e strutturali, il rischio è quello di un progressivo indebolimento del tessuto sociale ed economico, mentre la sfida delle nuove tecnologie richiede strumenti adeguati per tutelare chi lavora e garantire prospettive di crescita più eque e sostenibili.



