Cronaca

Maxi esercitazione alla stazione di Poggio Mirteto: simulato attacco CBRN su un treno

Un attacco terroristico simulato, con agenti radioattivi e decine di feriti, per testare la macchina dei soccorsi. Nella notte tra il 17 e il 18 aprile, presso la stazione di Poggio Mirteto Scalo, si è svolta una complessa esercitazione di difesa civile, promossa dalla Prefettura di Rieti in collaborazione con il Gruppo Ferrovie dello Stato.

Lo scenario ha previsto un attacco a un treno sulla linea Orte–Roma–Fiumicino Aeroporto, con l’esplosione di ordigni contenenti gas radioattivo, il ferimento simulato di alcuni passeggeri e la neutralizzazione degli attentatori. Un contesto altamente critico, utile a testare il Piano di Difesa Civile provinciale, attualmente in fase di aggiornamento, soprattutto per quanto riguarda le emergenze di tipo nucleare, biologico, chimico e radiologico (CBRN).

L’esercitazione, durata dalle 23:30 alle 4:30, ha coinvolto un ampio dispositivo coordinato dalla Prefettura nell’ambito del Comitato Provinciale di Difesa Civile. Presenti, tra gli altri, Vigili del Fuoco (con il ruolo di direzione tecnica dei soccorsi), ASL di Rieti, ARES 118, Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Croce Rossa Italiana, la Protezione civile e le strutture operative del gruppo FS.

Circa 40 figuranti hanno preso parte alla simulazione, consentendo di testare sul campo le procedure di intervento: dalla individuazione e delimitazione dell’area contaminata alla gestione dei feriti, fino al coordinamento tra le diverse forze in campo.

Tra le fasi più delicate affrontate durante l’esercitazione, la zonizzazione dell’area, la negoziazione con gli attentatori da parte dei reparti specializzati della Polizia di Stato e la gestione della contaminazione radioattiva di alcuni passeggeri e del convoglio. Fondamentale l’intervento degli artificieri per la messa in sicurezza e la successiva attivazione delle procedure di emergenza.

È stato inoltre simulato il trasbordo dei passeggeri non contaminati su un secondo treno, mentre per i soggetti esposti agli agenti pericolosi sono state rapidamente allestite unità mobili di decontaminazione, un Centro di primo soccorso e un Posto di comando avanzato, in costante collegamento con il coordinamento provinciale.

Determinante anche il contributo della Scuola Interforze per la Difesa NBC, che ha supportato la realizzazione di uno scenario realistico e altamente formativo.

Un primo bilancio è stato tracciato già al termine delle operazioni, nella fase di hot wash-up, mentre nei prossimi giorni seguirà un’analisi più approfondita per individuare eventuali margini di miglioramento, in vista dell’approvazione del nuovo Piano provinciale di difesa civile.

Un test importante per la sicurezza del territorio, che ha dimostrato la capacità di risposta integrata delle istituzioni in caso di emergenze complesse e ad alto rischio.