ArteScienza 2026, Rieti protagonista della musica contemporanea con due concerti a San Domenico
Due serate dedicate alla musica contemporanea
Il Festival ArteScienza 2026 arriva a Rieti con due appuntamenti dedicati alla musica contemporanea e al rapporto tra creatività, tecnologia e spazio sonoro. Venerdì 9 e sabato 10 ottobre, nella Chiesa di San Domenico, si terranno i concerti della rassegna “Alea e Rigore”, organizzata dal CRM – Centro Ricerche Musicali in collaborazione con Sabina Elettroacustica.
Entrambe le serate inizieranno alle 18.30 con un’introduzione all’ascolto, mentre il concerto prenderà il via alle 19. L’ingresso è gratuito.
L’iniziativa si inserisce nell’edizione 2026 di ArteScienza, dal titolo “Interrogare il caso. Visionarietà e concretezza della conoscenza”, dedicata al ruolo dell’indeterminatezza e dell’elemento aleatorio nella creatività artistica e musicale.
Venerdì il “Rigore” con Angelo Bruzzese
La prima serata, venerdì 9 ottobre, sarà dedicata al “Rigore”, con l’organista Angelo Bruzzese.
Il programma partirà dal preludio corale Nun Komm’, der heiden heiland BWV 659 di Johann Sebastian Bach, per proseguire con Two Etudes for organ: Harmonies e Coulée di György Ligeti, Transitus Francisci di Emanuele Stracchie alcuni Versetti da Játékok di György Kurtág.
A chiudere la serata sarà Iro to Kū (colore e vuoto) di Giorgio Nottoli, nuova produzione di ArteScienza 2026 e prima assoluta dedicata allo stesso Bruzzese.
Sabato spazio all’“Alea”
Sabato 10 ottobre il tema sarà invece l’“Alea”, attraverso un ensemble composto da Valentina Piovano (soprano), Gianni Trovalusci e Gabriele Pirrotta (flauti), Marco Pennese (chitarra), Gabriele Boccio (violoncello) e Angelo Bruzzese (organo), con Danilo Santilli al live electronics e Federico Scalas alla regia del suono.
In programma Meine Seele di Angelo Bruzzese, Petals di Kaija Saariaho, Mantram di Giacinto Scelsi, La casa dei suoni di Danilo Santilli e Serenata per un satellite di Bruno Maderna.
Le due serate metteranno così a confronto due diverse modalità di concepire la creazione musicale: il rigore della forma e dell’organizzazione del suono da una parte, l’improvvisazione, l’indeterminazione e l’elemento aleatorio dall’altra.
Al centro degli appuntamenti ci sarà anche l’Organo Pontificio Dom Bedos-Roubo Benedetto XVI della Chiesa di San Domenico, chiamato a dialogare con strumenti acustici, voce ed elettronica.
L’appuntamento a San Domenico
I concerti si terranno nella Chiesa di San Domenico, in via Giordano Bruno 2-3, grazie all’autorizzazione della Direzione Centrale degli Affari dei Culti e dell’Amministrazione del Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, proprietaria dell’edificio.
ArteScienza 2026 è realizzato con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Lazio, con il supporto dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e il patrocinio del Goethe-Institut Rom.
Per informazioni e prenotazioni è possibile rivolgersi al Centro Ricerche Musicali CRM – ETS.



