Festival dei Popoli Italici, il Comune esulta: “Rieti capitale della cultura e della storia”
Bilancio più che positivo per la prima edizione del Festival dei Popoli Italici, che per tre giorni ha trasformato Rieti in un punto di riferimento nazionale per la divulgazione storica, archeologica e culturale. A tracciare un primo consuntivo dell’evento sono il sindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi, e l’assessore alla cultura, Letizia Rosati, che parlano di una “scommessa vinta” oltre ogni aspettativa.
“Il successo straordinario della prima edizione del Festival dei Popoli Italici riempie di profondo orgoglio la città di Rieti”, dichiarano Sinibaldi e Rosati.
Secondo gli amministratori, il Polo culturale di Santa Lucia e la sezione archeologica del Museo Civico hanno registrato una partecipazione continua e qualificata durante tutte le giornate della manifestazione, confermando l’interesse del pubblico verso un progetto culturale dedicato alle radici storiche e identitarie del territorio.
Tra gli ospiti di rilievo che hanno animato il Festival figurano studiosi e intellettuali di fama nazionale e internazionale come Filippo Coarelli, Adriano La Regina e Andrea Carandini, oltre alle serate sold out al Teatro Flavio Vespasiano con lo scienziato Stefano Mancuso e l’analista geopolitico Dario Fabbri.
“Rieti per tre giorni è stata la capitale degli studi su questi argomenti”, sottolineano il sindaco e l’assessore, evidenziando anche l’importante ritorno turistico ed economico generato dall’arrivo di visitatori provenienti da diverse regioni italiane.
Il Festival non si è limitato alle conferenze e agli approfondimenti scientifici, ma ha proposto anche una ricca serie di eventi collaterali, tra cui la mostra “Indossare la storia. Prima di Roma, il segno della spada, il peso dello scudo”, visitabile fino al 2027 presso il Museo Civico, oltre a spettacoli teatrali e laboratori didattici curati da Legio XXX.
Nel messaggio diffuso dal Comune, spazio anche ai ringraziamenti per tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’evento: dal direttore del Festival Federico Fioravanti al dirigente del Settore Cultura Stefano Berton, passando per la direttrice del Museo Civico Francesca Lezzi, la società Archeoares, gli operatori culturali e il gruppo di lavoro del progetto PNC – Next Appennino.
Determinante anche il sostegno della Fondazione Varrone e degli sponsor privati che hanno supportato l’iniziativa.
L’obiettivo, ora, è trasformare il Festival in un appuntamento stabile del calendario culturale cittadino.
“Lavoreremo affinché questa rassegna possa crescere e rinnovarsi anno dopo anno, consolidando il ruolo di Rieti come polo culturale di riferimento e la cultura come motore di sviluppo”, concludono Sinibaldi e Rosati.



