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Tragedia di Tarano, la CGIL: “Un’agricoltura di resistenza dimenticata, servono più tutele”

Dopo la tragedia che ha colpito le campagne di Tarano, con la morte di un agricoltore di 56 anni rimasto vittima del ribaltamento del trattore, interviene la CGIL attraverso la CDLT, puntando l’attenzione sulle condizioni di chi lavora nei territori rurali.


“Un’agricoltura di resistenza”

«C’è sul nostro territorio un’agricoltura che possiamo definire di resistenza – scrive la CGIL – fatta da piccoli agricoltori diretti, di ore rubate al riposo, di fatica, spesso portata avanti anche da persone in età avanzata».

Una realtà che, secondo il sindacato, svolge un ruolo fondamentale nella tutela dell’ambiente e della biodiversità, contrastando l’abbandono delle aree interne e preservando il patrimonio culturale e identitario.


Sicurezza e solitudine: i rischi del lavoro agricolo

Il sindacato evidenzia come molti di questi lavoratori operino in condizioni difficili, spesso in solitudine e con mezzi non sempre adeguati:

«Persone troppo sole nel loro lavoro, o troppo anziane per stare su trattori a volte vetusti, diventano vittime che raramente trovano spazio nei media nazionali».

Un fenomeno che, secondo la CGIL, non è isolato ma sempre più frequente, come dimostrano le cronache locali.


Il caso di Tarano

Il riferimento è alla tragedia avvenuta a Tarano, dove un agricoltore ha perso la vita mentre lavorava il proprio terreno.

«In una domenica che altri hanno dedicato allo svago – si legge nella nota – stava svolgendo un lavoro spesso anonimo, quando il trattore ribaltandosi lo ha ucciso».


L’appello alle istituzioni

La CGIL chiarisce di non voler individuare responsabilità immediate, ma chiede maggiore attenzione:

«Vogliamo dare il giusto risalto a questo lavoratore e sollecitare le istituzioni a intervenire per tutelare questi lavoratori dimenticati».

L’invito è a mettere in campo azioni concrete per la sicurezza, affinché tragedie simili non si ripetano e venga garantita maggiore protezione a chi continua a presidiare il territorio con il proprio lavoro.


Un tema aperto

La vicenda riaccende il dibattito sulla sicurezza nel lavoro agricolo, soprattutto nelle aree interne, dove l’impegno quotidiano di piccoli agricoltori resta spesso invisibile ma essenziale per l’equilibrio del territorio.