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Rieti celebra Lucio Battisti: piazza Vittorio Emanuele II canta con i Marenè

Una piazza Vittorio Emanuele II partecipe ed emozionata ha accompagnato con la musica e le canzoni di Lucio Battisti una serata dedicata a uno degli artisti più importanti della storia della musica italiana. A salire sul palco sono stati i Marenè, protagonisti di un concerto arricchito da una coinvolgente sezione di archi e dedicato ad alcune delle pagine più celebri dello straordinario sodalizio tra Battisti e Mogol.

L’iniziativa è stata promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Rieti nell’ambito di “L’Aquila 2026, una grande avventura per Rieti” e ha riportato nel cuore della città la figura di un artista profondamente legato al territorio. Nato infatti a Poggio Bustone, Battisti è diventato nel corso della sua carriera uno dei protagonisti assoluti della musica italiana, lasciando un’eredità artistica ancora oggi capace di parlare a generazioni diverse.

Un legame con il territorio che, secondo il sindaco di Rieti Daniele Sinibaldi e l’assessore alla Cultura Letizia Rosati, assume un significato particolare proprio nell’anno di L’Aquila 2026.

«Ricordare Lucio Battisti ha un significato particolare – dichiarano – perché la sua storia racconta quanto talento, passione, studio e dedizione possano portare a raggiungere livelli assoluti, anche partendo da una realtà come la nostra».

Per Sinibaldi e Rosati, la figura di Battisti rappresenta anche un esempio della capacità dell’Appennino centrale di esprimere personalità capaci di lasciare un segno ben oltre i propri confini. Non è un caso, sottolineano, che il suo nome abbia accompagnato diversi appuntamenti del percorso di L’Aquila 2026, dal concerto dei Negramaro dell’8 agosto allo Stadio Centro d’Italia fino agli eventi organizzati a Poggio Bustone e a Rieti.

Alla serata reatina ha preso parte anche il sindaco di Poggio Bustone Emilio Desideri, presenza che ha ulteriormente rafforzato il legame tra le due comunità nel segno dell’artista.

«La sua partecipazione rafforza il legame tra le nostre comunità – spiegano ancora Sinibaldi e Rosati – concretizzato anche attraverso il concerto organizzato a Poggio Bustone per ricordare Battisti nel luogo in cui è nato».

Gli appuntamenti di Poggio Bustone e Rieti, insieme alla presenza dei Negramaro, sono stati così letti dall’Amministrazione come momenti diversi di un unico percorso: rendere omaggio a Battisti e valorizzare una storia profondamente legata al territorio, trasformandola anche in un esempio per le giovani generazioni.

E mentre le note dei Marenè attraversavano piazza Vittorio Emanuele II, il nome di Battisti è tornato ancora una volta al centro della città che condivide con Poggio Bustone il legame con le sue origini. Un patrimonio musicale che, a decenni di distanza, continua a trovare nel territorio reatino un luogo naturale per essere celebrato e tramandato.