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Sisma, Rinaldi ad Accumoli: «Dieci anni dopo c’è ancora molto da fare, non ci fermeremo»

Dieci anni dopo, ad Accumoli il tempo della memoria continua a intrecciarsi con quello della ricostruzione. Questa mattina l’assessore regionale alle Politiche della ricostruzione, ai Lavori pubblici, alla Viabilità e alle Infrastrutture, Manuela Rinaldi, su delega del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, ha partecipato alla commemorazione delle vittime del terremoto del 24 agosto 2016.

Alla cerimonia erano presenti anche il sindaco di Accumoli Mauro Tolomei e la presidente della Provincia di Rieti Roberta Cuneo.

«Sono passati dieci anni dalle 3.36 del 24 agosto 2016, quando il nostro territorio, scosso dai sismi, ha reagito ed è diventato una comunità resiliente», ha dichiarato Rinaldi. Un anniversario che, nelle parole dell’assessore, deve restare anzitutto «il giorno del silenzio e del ricordo di quelle 299 stelle» e delle ferite ancora aperte di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto.

Ma il decennale diventa inevitabilmente anche occasione per guardare a ciò che resta da fare. «È il giorno che conferma ancora una volta l’impegno delle istituzioni a consegnare una nuova vita a questi comuni, completamente distrutti, ma ancora ricchi di cultura e tradizioni».

Per Rinaldi, infatti, la ricostruzione non può fermarsi agli edifici. Le comunità colpite hanno diritto alla ricostruzione delle abitazioni e delle infrastrutture, ma anche dei luoghi di socialità e di lavoro, indispensabili per restituire prospettive concrete ai territori.

L’assessore ha quindi rivendicato il lavoro portato avanti insieme alle amministrazioni locali, «ascoltando le comunità e i cittadini con estremo rispetto per il loro dolore e la loro rabbia», con l’obiettivo di restituire «stabilità e non paesi di cartone».

Un percorso che, secondo Rinaldi, ha trovato un ulteriore strumento nell’istituzione del Primo Cratere, comprendente i territori maggiormente colpiti di Accumoli, Amatrice e Arquata.

«C’è molto lavoro da fare – ha concluso – ma non ci fermeremo fino a quando l’ultimo cittadino non riavrà la sua casa ricostruita e la certezza di un futuro migliore».

Dieci anni dopo quella notte, dunque, Accumoli torna a ricordare le vittime senza separare la memoria dal dovere di completare una rinascita ancora in cammino.