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L’“Alda Merini” di Rieti entra nella sperimentazione nazionale sulle competenze trasversali

Rieti entra nella sperimentazione nazionale dedicata a una scuola che non guarda soltanto alle conoscenze, ma anche alla crescita personale, relazionale ed emotiva degli studenti. Con il decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito firmato il 24 luglio 2026, l’Istituto Comprensivo “Alda Merini” di Rieti è stato infatti selezionato per prendere parte, a partire dall’anno scolastico 2026/2027, alla sperimentazione triennale sulle competenze non cognitive e trasversali.

L’iniziativa, prevista dalla Legge n. 22 del 19 febbraio 2025, punta a sviluppare e integrare stabilmente nei percorsi scolastici abilità come collaborazione, comunicazione efficace, problem solving, capacità decisionale, gestione delle emozioni e adattamento ai cambiamenti. L’obiettivo è definire modelli educativi innovativi e inclusivi, raccogliere e condividere buone pratiche e valutarne l’impatto sull’apprendimento, sul benessere degli studenti e sulla prevenzione della dispersione scolastica.

Per l’istituto reatino, guidato dalla dirigente scolastica Irene Di Marco, la selezione rappresenta anche un riconoscimento del percorso costruito negli ultimi anni, fondato su una concezione della scuola che mette la persona al centro del processo formativo, con particolare attenzione all’inclusione, alla ricerca didattica e alla valorizzazione delle potenzialità di ciascun alunno.

Il progetto approvato, dal titolo “PersonalMENTE insieme”, prende le mosse dal paradigma operativo A.L.D.A. – Apprendimento Laboratoriale per la Didattica e l’Apprendimento, elaborato dall’istituto nel 2016. Un modello basato sulla didattica laboratoriale, sia analogica sia digitale, affiancato nella scuola primaria dall’esperienza di “Scuola senza zaino”.

Le attività coinvolgeranno gli studenti a partire dai tre anni di età, con percorsi dedicati alle competenze personali, sociali, relazionali e cognitive. Il progetto, però, non resterà confinato alle aule. È previsto infatti il coinvolgimento del territorio nelle sue diverse componenti: enti locali, Asl, Forze dell’Ordine, associazioni educative e culturali, Terzo Settore, biblioteche, musei, realtà sportive e famiglie.

Una sperimentazione che trasforma così l’istituto in un vero e proprio laboratorio educativo aperto alla città, con l’ambizione di formare non soltanto studenti più preparati, ma persone maggiormente consapevoli, autonome e capaci di vivere pienamente la propria cittadinanza.