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Compra online un motore ma perde 650 euro: due denunciati per truffa nel Reatino

Aveva acquistato online un motore per la propria automobile, convinto di concludere un affare attraverso il sito internet di un’autofficina, ma dopo il pagamento non ha mai ricevuto la merce né ottenuto risposte dai presunti venditori. Si è conclusa con la denuncia di due persone l’indagine condotta dai Carabinieri della Stazione di Borbona, che hanno deferito all’Autorità giudiziaria due uomini di origini campane, ritenuti responsabili, a vario titolo, del reato di truffa in concorso.

L’attività investigativa è partita dalla denuncia presentata da un cittadino residente nel comune di Posta, vittima del presunto raggiro avvenuto attraverso una compravendita online.

Il pagamento e la sparizione dei venditori

Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, l’uomo aveva pattuito l’acquisto di un motore per autovettura attraverso il sito internet di un’autofficina con sede a Lavello, in provincia di Potenza, effettuando il pagamento della somma di 650 euro.

Dopo il versamento, però, il prodotto non sarebbe mai stato consegnato. Inutili anche i successivi tentativi di contattare i venditori o ottenere la restituzione del denaro, risultati vani.

A quel punto la vittima si è rivolta ai Carabinieri, facendo scattare le verifiche del caso.

L’indagine dei Carabinieri

Gli accertamenti investigativi svolti dai militari della Stazione di Borbona hanno consentito di identificare i presunti responsabili del raggiro, entrambi già noti alle forze dell’ordine. Per i due uomini è quindi scattata la denuncia alla Procura della Repubblica competente.

L’episodio si inserisce nel più ampio lavoro di contrasto ai reati contro il patrimonio, con particolare attenzione alle truffe online, fenomeno in costante crescita e sempre più difficile da individuare.

L’invito dell’Arma: attenzione agli acquisti sul web

I Carabinieri rinnovano l’invito ai cittadini a prestare particolare prudenza negli acquisti effettuati online, verificando sempre l’affidabilità del venditore, controllando recensioni e riferimenti dell’attività commerciale e diffidando di offerte particolarmente vantaggiose o fuori mercato.

Come previsto dalla legge, anche in questo caso vale il principio della presunzione di innocenza: eventuali responsabilità penali dei soggetti denunciati saranno accertate nel corso del procedimento giudiziario.