Rieti, il Museo Diffuso diventa più inclusivo: nuove tecnologie per ipovedenti e non vedenti
Un passo avanti verso una cultura sempre più accessibile. Da oggi il Museo Diffuso di Rieti, nella sezione archeologica di via Sant’Anna 4, si arricchisce di nuove dotazioni tecnologiche inclusive pensate per migliorare l’esperienza di visita di ipovedenti e non vedenti.
Il progetto PONTES per la cultura accessibile
L’innovazione rientra nel progetto PONTES (Progetto Operativo per Nuove Tecnologie, Esperienze, Socialità), finanziato dalla Regione Lazio nell’ambito del bando dedicato allo sviluppo di tecnologie per la valorizzazione del patrimonio culturale.
Un’iniziativa che unisce pubblico e privato attraverso un Raggruppamento Temporaneo d’Impresa composto da:
- Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
- Museo Civico di Rieti
- Dot Beyond (capofila)
- Punto Rec Studios
- TryEco 2.0
Il progetto è stato sostenuto dal Distretto Tecnologico e Culturale e gestito da Lazio Innova.
Tre musei in rete per l’innovazione
Oltre a Rieti, il progetto coinvolge importanti realtà museali:
- il Museo della Civiltà Romana (capofila)
- il Museo dei Fori Imperiali
- il Museo Civico di Rieti
Un sistema integrato che punta a rendere il patrimonio culturale sempre più fruibile e inclusivo.
Rosati: “Maggio dedicato all’archeologia e alle origini”
Alla presentazione sono intervenuti l’assessore alla cultura Letizia Rosati, la direttrice del Museo Francesca Lezzi e l’ex assessore Gianfranco Formichetti.
“Dedichiamo il mese di maggio all’archeologia e alle origini delle nostre terre – ha dichiarato Rosati – inaugurando queste nuove strumentazioni digitali e proseguendo con eventi come il Festival dei Popoli Italici”.
Tecnologia al servizio dell’inclusione
Grande soddisfazione anche da parte di Gianfranco Formichetti, che ha ricordato come il progetto sia stato avviato già nel 2018:
“Un’iniziativa che arricchisce l’offerta del museo attraverso tecnologie capaci di coinvolgere un pubblico sempre più ampio”.
Le nuove dotazioni rappresentano infatti un passo concreto verso una cultura senza barriere, in cui innovazione e accessibilità si incontrano per garantire a tutti la possibilità di vivere il patrimonio storico e archeologico della città.
Un investimento che guarda al futuro, rendendo il museo non solo luogo di conservazione, ma spazio aperto, inclusivo e partecipato.



