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Rieti e L’Aquila, due giornate sulle città di fondazione: storia e futuro delle aree interne

Le città di fondazione come ponte tra Abruzzo e Lazio, tra memoria storica, trasformazioni urbanistiche e nuove prospettive per le aree interne. È questo il tema al centro del doppio appuntamento culturale in programma a Rieti giovedì 1 e venerdì 2 ottobre, alla Biblioteca Paroniana, nell’ambito del calendario “L’Aquila2026, una grande avventura per Rieti”, inserito nel percorso di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026.

Il ciclo di incontri, dal titolo “Intrecci e Risonanza tra Abruzzo e Lazio: geometrie storiche e visioni future nelle Città di Fondazione. (ri)pensare le identità”, è promosso dal Comune di Rieti e finanziato con risorse del Ministero della Cultura destinate al programma di L’Aquila 2026. L’obiettivo è mettere in relazione territori che condividono una storia fatta di fondazioni urbane, controllo territoriale e rapporti di confine, guardando allo stesso tempo alle possibilità di sviluppo futuro.

Le città nate per svolgere funzioni militari, amministrative o strategiche rappresentano oggi, secondo l’impostazione del progetto, un laboratorio per ragionare su rigenerazione urbana, tutela del patrimonio, turismo e contrasto allo spopolamento. L’idea è superare una lettura esclusivamente locale e mettere in dialogo le diverse esperienze dell’area appenninica.

«Ospitare questi convegni rappresenta per Rieti e per il nostro comprensorio un’occasione straordinaria di crescita e di confronto», sottolinea l’assessore alla Cultura, Scuola e Università Letizia Rosati. «Lavorare insieme tra Abruzzo e Lazio significa riscoprire radici comuni e geometrie storiche che non sono solo reperti del passato, ma chiavi di lettura vitali per il nostro presente». Per Rosati, le città di fondazione «da Cittaducale, Cittareale e Leonessa fino a L’Aquila» possono offrire «una visione e una traiettoria per costruire nuove opportunità per i giovani e per le nostre aree interne».

Entrambi gli incontri, con ingresso libero dalle 16.30, saranno moderati dal giornalista Federico Fioravanti e vedranno la partecipazione di storici, urbanisti e accademici.

La prima giornata, giovedì 1 ottobre, sarà dedicata a L’Aquila, analizzata come grande fondazione storica e come esempio di rapporto tra struttura urbana, territorio e resilienza. Interverranno il professor Amedeo Feniello, con un intervento sulla fondazione della città, il professor ingegner Mario Centofanti, che parlerà degli elementi conformativi delle città di fondazione, tra tessuto edilizio, architetture e spazi urbani, e il professor Fabio Redi, con una riflessione sull’origine dell’Aquila e sull’eventuale presenza di insediamenti preesistenti.

Il secondo appuntamento, venerdì 2 ottobre, allargherà lo sguardo alle città di Leonessa, Cittareale e Cittaducale, lungo l’area di confine tra le province di Rieti e L’Aquila. Una giornata dedicata alla storia delle fondazioni e al loro ruolo strategico, ma anche alle possibilità di valorizzazione culturale e turistica.

Ad aprire gli interventi sarà il professor Luigi Nicoli, con un approfondimento sulla fondazione di Gonessa-Leonessa e sul rapporto con Carlo d’Angiò. Il dottor Andrea Casalboni parlerà invece di Cittaducale e Cittareale e delle fondazioni legate a Roberto d’Angiò. Chiuderà la giornata la professoressa Elena Santilli, con un intervento dedicato a Civitas Ducalis e alla storia del progetto urbano di Cittaducale.

Due giornate che intendono quindi utilizzare la storia delle città di fondazione non soltanto come oggetto di studio, ma come punto di partenza per interrogarsi sul futuro dei territori appenninici, sulle loro identità e sulle strategie per renderli nuovamente attrattivi.