Terminillo, dopo anni di silenzio torna a vivere la chiesetta di Campoforogna
Dopo anni di silenzio, le porte della chiesetta di Campoforogna tornano ad aprirsi e al suo interno tornano fedeli, turisti e persone legate alla montagna. Nel giorno di Ferragosto, numerose persone hanno partecipato alla celebrazione nella piccola chiesa dedicata ai Santi Giovanni Paolo II e Giovanni Gualberto, segnando simbolicamente l’inizio di una nuova vita per uno dei luoghi caratteristici del Terminillo.
La celebrazione, presieduta dai Reverendi Padri del Terminillo, ha rappresentato un momento semplice ma particolarmente sentito. Un’occasione per restituire alla comunità un luogo che per anni era rimasto silenzioso e che ora punta a tornare punto di riferimento non soltanto per i fedeli, ma anche per pellegrini, escursionisti e turisti che frequentano Campoforogna.
Una panchina dedicata a Giovanni Paolo II
A rendere ancora più significativa la giornata è stata la sistemazione di una panchina recuperata e realizzata interamente a mano, dedicata a San Giovanni Paolo II. Sul legno è stata incisa una delle esortazioni più conosciute del Pontefice: «Non abbiate paura».
La panchina è stata collocata all’ingresso del parco, lungo il percorso dell’anello di Campoforogna, all’interno di uno spazio che gradualmente sta tornando a prendere forma con l’obiettivo di diventare sempre più accogliente per chi sceglie di vivere e attraversare la montagna a piedi.
L’iniziativa si inserisce infatti in un percorso che punta a recuperare e valorizzare non soltanto la chiesetta, ma anche l’area che la circonda, mettendo insieme spiritualità, natura e turismo all’aria aperta.
Nuova celebrazione domenica
Il ritorno alla vita della piccola chiesa prosegue domenica 16 agosto alle 10, quando è prevista una nuova celebrazione aperta a quanti vorranno raggiungere Campoforogna per un momento di preghiera e condivisione immerso nella natura.
A raccontare la rinascita del luogo è l’Associazione Camperisti in Quota e Turismo all’Aria Aperta APS, che sottolinea il valore, anche simbolico, di quanto sta avvenendo.
Un piccolo luogo che torna ad essere vissuto dopo anni di silenzio e, con esso, un pezzo della storia e dell’anima del Terminillo che ricomincia a respirare.



