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Il Museo Civico Archeologico della Sabina Tiberina festeggia 25 anni: ricerca, comunità e nuove sfide per il futuro

Lungo applauso, sale gremite e una partecipazione che ha coinvolto studiosi, istituzioni e cittadini. Il Museo Civico Archeologico della Sabina Tiberina ha celebrato il venticinquesimo anniversario dell’apertura della sede di Palazzo Brancaleoni, confermandosi non solo custode della memoria storica del territorio, ma anche punto di riferimento per la ricerca archeologica e la valorizzazione del patrimonio culturale della Sabina.

Le celebrazioni, organizzate dalla Pro Loco Fara in Sabina APS, che gestisce il museo, si sono sviluppate nell’arco di due giornate dedicate all’approfondimento scientifico e alla riflessione sulle prospettive future dell’archeologia sabina. Un appuntamento che ha riunito esperti, amministratori, associazioni e tanti appassionati, ribadendo il ruolo centrale del museo nella vita culturale del territorio.

Tra i momenti più significativi dell’anniversario, l’inaugurazione del nuovo allestimento della Sala della Capanna, completamente rinnovata per offrire ai visitatori un percorso più moderno, accessibile e coinvolgente dedicato alle origini più antiche della Sabina. Un intervento pensato per rendere la conoscenza archeologica sempre più vicina al grande pubblico.

Grande interesse hanno suscitato anche i convegni “Cures: nuove prospettive” ed “Eretum. La necropoli dei principi”, durante i quali autorevoli studiosi provenienti da università, enti di ricerca e istituzioni culturali hanno illustrato i più recenti risultati delle indagini sugli antichi Sabini. Gli incontri hanno evidenziato come la ricerca stia vivendo una fase particolarmente dinamica, capace di aprire nuove prospettive sulla storia delle popolazioni che hanno abitato questo territorio e sui loro rapporti con il resto del mondo antico.

Le celebrazioni hanno inoltre confermato il profondo legame tra il museo e la comunità locale. La numerosa partecipazione del pubblico ha dimostrato come il patrimonio archeologico venga percepito come un bene condiviso, capace di rafforzare il senso di appartenenza e di stimolare una sempre maggiore attenzione verso la tutela della storia del territorio.

Determinante anche la presenza dell’Amministrazione comunale di Fara in Sabina, guidata dal sindaco Roberta Cuneo, che ha voluto testimoniare il sostegno delle istituzioni a una realtà culturale ormai consolidata. A rendere ancora più prestigiosa la ricorrenza è stata la scelta di ospitare i convegni nella storica Dimora Storica Palazzo Martini, creando un suggestivo dialogo tra il patrimonio archeologico e quello architettonico del centro storico.

“Questo anniversario non rappresenta soltanto un traguardo da celebrare, ma soprattutto un punto di partenza”, ha sottolineato la direttrice del museo, Sofia Scafati, evidenziando come un museo moderno debba essere anche un luogo di ricerca, produzione di conoscenza e dialogo con il territorio. L’obiettivo, ha spiegato, è continuare a costruire un ponte tra tutela, studio e partecipazione, rendendo il patrimonio archeologico una risorsa per il futuro.

Sulla stessa linea il sindaco Roberta Cuneo, che ha definito il venticinquesimo anniversario “un traguardo straordinario per tutta la comunità”, ringraziando i sindaci che hanno sostenuto il progetto fin dalle origini, la Soprintendenza, la Pro Loco e tutti coloro che hanno contribuito alla crescita del museo. Guardando ai prossimi anni, il primo cittadino ha rilanciato la volontà dell’amministrazione di investire nella valorizzazione degli scavi di Cures, con l’obiettivo di dare vita a un grande polo archeologico capace di raccontare il ruolo fondamentale della civiltà sabina nelle origini di Roma.

A venticinque anni dall’apertura della sede di Palazzo Brancaleoni, il Museo Civico Archeologico della Sabina Tiberina si conferma così una realtà viva, dinamica e in continua evoluzione. Un luogo che custodisce il passato, ma che continua a guardare avanti, facendo della ricerca, della divulgazione e della partecipazione della comunità le basi su cui costruire il futuro della storia della Sabina.