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Sinibaldi, Biondi e Fioravanti a confronto sul futuro dell’Appennino: “Dopo il sisma servono sviluppo e comunità”

Un confronto sulle sfide dell’Appennino centrale, tra ricostruzione, spopolamento e futuro delle aree interne. È questo il tema emerso durante la presentazione del libro Il territorio reatino dieci anni dopo del giornalista reatino Marco Fuggetta, pubblicato da Funambolo Edizioni.

L’incontro ha riunito tre sindaci simbolo del Centro Italia: Daniele Sinibaldi, Pierluigi Biondi e Marco Fioravanti, chiamati a riflettere su cosa significhi ricostruire territori segnati dal terremoto a dieci anni dagli eventi che hanno profondamente cambiato il volto dell’Appennino.

Biondi: “Le città dell’Appennino non siano più periferie”

Per il sindaco dell’L’Aquila, Pierluigi Biondi, le città medie del Centro Italia devono uscire dalla marginalità nelle politiche nazionali ed europee.

“Le città medie dell’Appennino centrale non possono più essere considerate periferie della programmazione nazionale ed europea”, ha affermato, sostenendo la necessità di una nuova stagione di sviluppo e coesione capace di mettere al centro lavoro, servizi, cultura e innovazione.

Biondi ha sottolineato come la ricostruzione abbia insegnato che “non basta riparare gli edifici”, ma serva soprattutto ricostruire comunità, contrastare lo spopolamento e valorizzare identità e qualità della vita.

Fioravanti: “Oltre la compassione, serve una visione”

Sulla stessa linea il sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, che ha parlato delle ferite lasciate dal terremoto e della necessità di interrogarsi sul futuro dei territori.

“Dieci anni dopo il terremoto, andare oltre la sfida vuol dire non accontentarsi della compassione”, ha dichiarato Fioravanti, indicando la necessità di una strategia fondata su infrastrutture, lavoro e opportunità, con particolare attenzione ai giovani e alla rinascita delle comunità oltre la sola ricostruzione materiale.

Sinibaldi: “Territori che non vogliono essere marginali”

A chiudere il confronto il sindaco di Rieti, Daniele Sinibaldi, che ha definito momenti come questo fondamentali per condividere visioni e strategie.

“Le nostre città condividono sfide comuni: attrarre investimenti, creare occupazione per i giovani e restituire centralità a territori che non vogliono essere considerati marginali”, ha spiegato Sinibaldi.

Un messaggio comune, quello emerso dall’incontro: la ricostruzione dell’Appennino non può limitarsi alle opere fisiche, ma deve tradursi in un progetto di rilancio economico, sociale e culturale capace di dare prospettive alle comunità del Centro Italia.