Soldi falsi lungo la Salaria, arrestati due giovani ad Antrodoco: sequestrate 26 banconote contraffatte
Viaggiavano tra Marche e Lazio con il portafoglio pieno di banconote false, pronti a “ripulirle” nei piccoli esercizi commerciali del Centro Italia. La corsa di due giovani – un 21enne romeno residente a Roma e un 28enne italiano della provincia di Viterbo – si è però fermata ad Antrodoco, dove i Carabinieri li hanno intercettati e arrestati al termine di un’operazione scattata dopo una segnalazione arrivata dalle Marche.
Tutto è iniziato nei giorni scorsi ad Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. I due sarebbero entrati in un bar lungo la Strada Provinciale 89 tentando di pagare con una banconota falsa da 50 euro. Un dettaglio sospetto nella carta e nella stampa non è però sfuggito ai presenti, che hanno immediatamente allertato le Forze dell’Ordine.
Da lì è partita la caccia al SUV grigio sul quale i due si erano allontanati. La Compagnia Carabinieri di Ascoli Piceno ha diffuso la segnalazione ai comandi del territorio e, nel giro di poco tempo, è scattato il coordinamento con i militari della Compagnia di Cittaducale, che hanno predisposto posti di controllo mirati lungo la SS4 Salaria, principale collegamento tra Marche e Lazio.
L’auto sospetta è stata individuata intorno alle 16 nel territorio di Antrodoco. Durante la perquisizione personale e del veicolo, i Carabinieri hanno trovato 26 banconote false da 50 euro, per un totale di 1.300 euro, nascoste all’interno dell’abitacolo.
Non solo. Nel corso dei controlli sono stati sequestrati anche un coltello a scatto con lama da 8 centimetri e un orologio marchiato Cartier, sulla cui provenienza sono ora in corso ulteriori verifiche investigative.
Per i due giovani, entrambi già noti alle Forze dell’Ordine, sono così scattate le manette. I due sono stati trasferiti nella Casa Circondariale di Rieti con le accuse di concorso in spendita e detenzione di banconote false, ricettazione e porto abusivo di armi.
Secondo gli investigatori, il caso potrebbe non essere isolato. Il quantitativo di denaro falso sequestrato e la scelta di colpire piccoli esercizi commerciali nelle aree periferiche farebbero infatti ipotizzare un sistema studiato per immettere rapidamente valuta contraffatta nel circuito economico, sfruttando contesti dove i controlli risultano più difficili rispetto ai grandi centri urbani.
Come previsto dalla legge, il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e l’eventuale responsabilità penale degli indagati sarà accertata solo con sentenza definitiva.


