Sisma, risorse insufficienti e CUP: il Comune di Rieti chiede più esenzioni e rimborsi per le attività
Le risorse stanziate dalla Legge di Bilancio 2026 per la ricostruzione post-sisma non bastano a coprire i bisogni reali dei territori colpiti. A lanciare l’allarme è l’Assessore al Bilancio e Patrimonio del Comune di Rieti, Andrea Sebastiani, che interviene sul tema delle esenzioni e dei rimborsi legati al Canone Unico Patrimoniale (CUP), sottolineando le criticità che riguardano i 140 Comuni del cratere sismico.
Secondo Sebastiani, è ormai evidente l’insufficienza delle risorse assegnate al Commissario Straordinario per la Ricostruzione, soprattutto se rapportate alle esigenze ancora aperte nei territori colpiti dal terremoto del 2016. Un quadro che rende necessario un confronto serrato con la struttura commissariale, già avviato dall’Amministrazione comunale reatina.
L’interlocuzione in corso, spiega l’Assessore, mira innanzitutto a chiarire quali imposte e tributi potranno rientrare nel regime di esenzione e soprattutto quali criteri verranno adottati. Parametri che dovrebbero tenere conto non solo del numero delle attività economiche coinvolte, ma anche della dimensione demografica dei singoli Comuni, elemento decisivo per calibrare interventi realmente efficaci.
Parallelamente, il Comune di Rieti sta lavorando per garantire non solo un sistema di esenzioni, ma anche un meccanismo di rimborso per quella parte di tributo che non potrà essere esclusa direttamente. L’idea è quella di un rimborso riconosciuto dal Commissario al Sisma ai Comuni, così da compensare le minori entrate e ampliare la platea dei beneficiari, includendo anche categorie oggi escluse, come ad esempio le attività che utilizzano dehors.
Al momento, l’orientamento del Commissario sembrerebbe quello di limitare le esenzioni ai soli ponteggi dei cantieri legati alla messa in sicurezza post-terremoto. Una scelta che Sebastiani definisce riduttiva, perché non considera le persistenti difficoltà economiche che ancora gravano sui territori del cratere, ben oltre la presenza fisica dei cantieri.
Per l’Assessore, è indispensabile allargare la platea delle agevolazioni, modulandola anche in base alla popolazione dei Comuni, così da permettere alle amministrazioni locali di intervenire in modo più incisivo e, allo stesso tempo, ottenere il rimborso delle minori entrate sui bilanci comunali.
Le conseguenze del sisma, ribadisce Sebastiani in chiusura, non appartengono al passato: continuano a incidere in maniera significativa sulle attività economiche e sul tessuto produttivo locale. Anche a fronte di risorse limitate, per i Comuni resta prioritario tutelare imprese e lavoratori, lavorando affinché il numero dei beneficiari delle agevolazioni sia il più ampio possibile, anche attraverso esenzioni parziali, ma concrete e mirate.



