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Viabilità invernale e sicurezza stradale: cosa sapere sugli pneumatici nelle aree interne

Ogni inverno il copione si ripete: prime gelate, strade secondarie bloccate, mezzi privi di equipaggiamento adeguato. Nelle aree interne italiane, dove la rete viaria è spesso più fragile e i collegamenti con i centri urbani dipendono da pochi assi stradali, la gestione della mobilità invernale resta un punto debole strutturale. Secondo le stime dell’ACI, oltre il 35% degli automobilisti che vivono in zone collinari o montane attende l’arrivo delle prime nevicate per sostituire gli pneumatici, con conseguenze dirette sulla sicurezza e sulla circolazione.

Gli esperti di Euroimportpneumatici.com, punto di riferimento per le gomme invernali sottolineano come il problema non sia solo culturale ma logistico: in molti comuni, le ordinanze locali vengono pubblicate tardi e i tempi di approvvigionamento dei gommisti si allungano, riducendo le possibilità di scelta e aumentando i costi. In un Paese dove oltre 200.000 chilometri di strade attraversano territori soggetti a ghiaccio e nebbia, la pianificazione del cambio stagionale deve essere una misura di sicurezza collettiva.

Gli pneumatici invernali tra normative e sicurezza

L’arrivo delle ordinanze invernali segna ogni anno il momento in cui l’attenzione alla sicurezza stradale torna al centro del dibattito, ma spesso quando è già tardi. Nelle aree interne, l’attesa dell’obbligo normativo per montare gli pneumatici invernali è una prassi ancora diffusa, favorita da una percezione del rischio legata più alla presenza della neve che alle basse temperature. Eppure, i dati meteo parlano chiaro: anche senza precipitazioni, quando il termometro scende sotto i 7 °C, l’aderenza delle gomme estive cala in modo significativo, aumentando fino al 20% gli spazi di frenata sul bagnato.

Le analisi di Euroimportpneumatici.com evidenziano come anticipare la sostituzione stagionale comporti vantaggi tangibili, non solo sul piano della sicurezza ma anche dei costi. Acquistare e installare gli pneumatici prima del picco di domanda permette di contenere la spesa e di evitare i tempi d’attesa che si concentrano tra novembre e dicembre. 

Omologazioni e sigle: cosa c’è da sapere

La scelta corretta degli pneumatici invernali richiede un’attenta lettura dei codici impressi sul fianco. Ogni sigla racchiude informazioni fondamentali per la sicurezza: misura, indice di carico, velocità massima e omologazione. Nelle aree interne, dove le variazioni di altitudine e temperatura incidono sulle prestazioni del veicolo, la corretta corrispondenza con le specifiche della carta di circolazione è un elemento imprescindibile. Un errore nella selezione può tradursi in sanzioni (da 419 a 1.682 euro secondo l’articolo 78 del Codice della Strada) e soprattutto in una perdita di stabilità e controllo.

La sigla M+S (“Mud and Snow”) è condizione necessaria, ma come ricordano dal sito di pneumatici, non sufficiente, per garantire prestazioni invernali adeguate. Il simbolo con il fiocco di neve all’interno della montagna, noto come 3PMSF, identifica invece i modelli testati per affrontare neve e ghiaccio in condizioni reali. Orientarsi su questi pneumatici certificati significa scegliere prodotti che mantengono elasticità, trazione e sicurezza anche alle temperature più rigide, rispondendo in modo concreto alle esigenze di chi percorre ogni giorno le strade delle zone più fredde del Paese.

Aderenza reale su neve e bagnato

Per misurare le prestazioni di uno pneumatico invernale va considerata la capacità di mantenere aderenza su fondi freddi, umidi o innevati, dove il margine d’errore è minimo. Il battistrada, con la sua rete di lamelle e intagli è fondamentale nel drenaggio dell’acqua e nella trazione sulla neve, ma la sua efficacia dipende dallo spessore residuo. Sebbene la normativa preveda un limite minimo di 1,6 millimetri, gli studi condotti da enti del settore raccomandano di non scendere sotto i 3 millimetri per mantenere un livello di sicurezza adeguato. Sotto questa soglia, il rischio di aquaplaning aumenta in modo esponenziale e la capacità frenante si riduce sensibilmente.

Controlli periodici sono fondamentali. Un gesto minimo che può fare la differenza tra stabilità e perdita di controllo. La manutenzione, unita a una scelta consapevole dei modelli certificati 3PMSF, rappresenta l’ultimo anello della catena di prevenzione, essenziale per affrontare la viabilità invernale nelle aree interne con la sicurezza di una trazione sempre affidabile.