L’Aquila Capitale della Cultura 2026: a Rieti parte “una grande avventura” per il territorio dell’Appennino centrale
È stato il Teatro Flavio Vespasiano, recentemente riconosciuto monumento nazionale, a fare da cornice all’evento di apertura delle iniziative di Rieti e della sua provincia nell’ambito del progetto L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026. Un appuntamento di forte valore istituzionale e politico, che ha sancito il ruolo di Rieti come partner strategico del capoluogo abruzzese in un percorso condiviso di rinascita culturale e territoriale.
Al centro dell’incontro, intitolato “L’Aquila 2026, una grande avventura per Rieti”, la visione tracciata dal sindaco Daniele Sinibaldi, che ha posto l’accento sulla necessità di utilizzare il 2026 come leva per superare chiusure e ritardi storici, trasformando la cultura in un vero strumento di sviluppo. Sinibaldi ha parlato di una città chiamata ad aprirsi al cambiamento, al confronto nazionale e internazionale e alla costruzione di un futuro che guardi avanti, rafforzando infrastrutture culturali, associazionismo e imprenditorialità creativa.
Un ruolo di primo piano è stato rivendicato anche dal Presidente della Provincia di Rieti, Roberta Cuneo, che ha sottolineato come l’intero territorio provinciale sarà protagonista del progetto. I comuni reatini, ha spiegato, entreranno in un grande racconto unitario capace di valorizzare identità, memoria e bellezze naturali dell’Appennino centrale, trasformando anche le aree segnate dal sisma in luoghi di luce, rinascita e opportunità, grazie a un lavoro costruito insieme a sindaci, associazioni e realtà locali.
Forte e incisivo l’intervento dell’on. Paolo Trancassini, Questore della Camera dei Deputati, che ha definito il percorso avviato «una scelta di responsabilità istituzionale e di comunità». Trancassini ha rimarcato come Rieti non cammini accanto a L’Aquila da spettatrice, ma da alleata, mettendo in campo energie, competenze e visione. Un messaggio chiaro: le aree interne non sono periferie marginali, ma presìdi di civiltà, identità e futuro, in grado di generare coesione e sviluppo attraverso la cultura.
A rafforzare il quadro politico-istituzionale è intervenuta anche l’assessore regionale alla Ricostruzione e ai Lavori Pubblici, Manuela Rinaldi, che in un post sui social ha definito il binomio Rieti–L’Aquila un passaggio strategico per l’intero Appennino centrale. Rinaldi ha evidenziato come il lavoro in sinergia portato avanti negli ultimi anni, anche sul fronte della ricostruzione post-sisma, trovi oggi nella cultura un ulteriore motore di valorizzazione e sviluppo per territori duramente colpiti ma ricchi di potenzialità.
La cerimonia è stata arricchita dai contributi culturali dell’orchestra del Liceo Musicale “Elena Principessa di Napoli”, dai reading dell’attore Francesco Pannofino e dalla partecipazione di Juliana Moreira. Particolarmente significativo anche l’intervento di due studenti stranieri del Polo Universitario Interateneo, che hanno raccontato Rieti come città a misura d’uomo, ideale per un percorso di crescita personale e accademica.
L’avvio ufficiale delle iniziative a Rieti conferma dunque la centralità del territorio reatino nel progetto L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, non come semplice cornice, ma come attore protagonista di una visione condivisa che punta su cultura, identità e coesione per il rilancio dell’Appennino centrale.



