Retribuzioni nel Reatino: nel 2024 salari medi in crescita, persistono differenze di genere
Nel 2024 la retribuzione media annua lorda dei circa 30mila lavoratori del settore privato della provincia di Rieti si è attestata a 19.063 euro. Un dato in crescita rispetto al 2023, quando la media era pari a 18.494 euro, ma che non basta a migliorare il posizionamento del territorio, che resta in penultima posizione nella classifica regionale dei salari percepiti da donne e uomini.
I numeri emergono dal dossier “Le disparità retributive di genere nella città metropolitana di Roma e nelle province del Lazio”, realizzato dalla Uil regionale e dall’Istituto di ricerca Eures su dati Inps.
Scomponendo il dato medio per genere, il quadro appare ancora più critico. Nel 2024 gli uomini reatini hanno percepito mediamente 22.111 euro, mentre le donne si sono fermate a 15.491 euro. Ne deriva un gender pay gap di 6.619 euro, in aumento di circa 700 euro rispetto al 2019.
«La continua crescita della disparità retributiva – afferma Alberto Paolucci, Segretario generale della Uil di Rieti e della Sabina Romana – non è frutto di scelte personali, ma di un modello economico che sta discriminando le donne». Alla base della disuguaglianza, secondo il sindacato, c’è soprattutto la qualità dell’occupazione.
Tra le lavoratrici reatine, infatti, si registra il dato più alto di contratti precari, che coinvolgono il 39,7% delle donne, contro il 27,8% degli uomini. Una forbice che si è ulteriormente ampliata nel tempo. Tra il 2019 e il 2024, il numero delle lavoratrici atipiche (con contratti a termine o stagionali) è aumentato del 18,1%, pari a 841 unità in più. Tra gli uomini, invece, l’incremento si è fermato al 4,4%, corrispondente a 190 unità.
Oltre alla discontinuità lavorativa, a pesare sulle retribuzioni femminili è anche il ricorso strutturale al part time, che riguarda oltre una lavoratrice su due (52,1%), mentre tra gli uomini l’incidenza scende al 27,8%.
Il divario persiste anche osservando i ruoli apicali. Tra i quadri, le donne percepiscono mediamente 58.236 euro annui, circa 13mila euro in meno rispetto ai colleghi uomini. Situazione leggermente diversa per i dirigenti: sebbene gli uomini rappresentino il 77,1% del totale, i compensi risultano più equilibrati, con 120.558 euro per gli uomini e 115.874 euro per le donne.
«I numeri del dossier – conclude Paolucci – ci collocano in penultima posizione per le retribuzioni percepite e in prima posizione per l’aumento del gender pay gap rispetto al 2019. Due dati che sintetizzano le difficoltà quotidiane di tante persone, alle quali è necessario porre rimedio attraverso occupazione stabile, salari dignitosi e lavoro di qualità».



